Luca Neves “italo-capoverdiano” da espatrio?

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Luca Neves, in arte Fat Nigga: un caso da raccontare!

Ha 28 anni e, come molti di noi, è nato qui in Italia da genitori capoverdiani in regola.

I genitori (purtroppo la madre è venuta a mancare) sono oltre 45 anni che sono emigrati in Italia ed hanno cresciuto nel migliore dei modi i loro tre figli a Trigoria (Roma).

Dopo una serie di forti lutti e sofferenze, Luca si ritrova oggi con un foglio di via per tornare a Capo Verde, seppur ci sia stato solo una volta per ferie.

Come è possibile?

Per chi non lo sapesse, ad oggi, chi nasce in Italia deve svolgere le scuole regolarmente e richiedere la cittadinanza italiana al compimento del 18° anno di età per massimo un anno, quindi non è più possibile richiederla in maniera “semplice” sia prima di tale data sia al compimento del 19°. Inutile dire che anche in questo caso, a volte, si fa il possibile per trovare cavilli burocratici che creano difficoltà a prenderla (come ad. es. non aver svolto l’asilo nido – non obbligatorio in teoria per nessuno – o non aver avuto la residenza il primo mese di vita) ma torniamo al caso di Luca.

Ha fatto la domanda per la cittadinanza al 19° anno e ovviamente è stata respinta, si è mosso portando una serie di documentazioni al Ministero degli Interni e non ha più ricevuto risposta. 3 anni fa, essendogli scaduto il permesso di soggiorno, in un controllo di polizia ha rimediato un foglio di via a cui non ha dato tanto peso. Non è riuscito a trovare un lavoro in regola che gli garantisse il rinnovo del permesso di soggiorno. Da qualche settimana si è presentato in Questura per denunciare lo smarrimento della carta di identità e del passaporto e lì, lo shock: dovrebbe entrare a Capo Verde e provare a tornare tramite l’ambasciata italiana che si trova in Senegal.

Una beffa, considerando il foglio di via, le tempistiche, altri aspetti e cavilli paradossali della vicenda. Per quanto sicuramente verrebbe accolto nella nostra amata terra, credo che nessuno debba essere obbligato a viverci soprattutto se non si è fatto nulla di grave nel paese dove si è nati e cresciuti.

Nessuno questiona la responsabilità di aver sottovalutato la burocrazia italiana ma credo che non si possa neanche darne troppo una colpa proprio per la dimostrazione di sentirsi a casa e italiano. A nessun ragazzo nato da figli italiani verrebbe in mente di essere espatriato se non lavora dopo gli studi.

Ha dovuto interrompere sogni sia dal punto di vista culinario (è uno chef diplomato all’Istituto alberghiero) che musicale (fa il rapper) che gli stavano aprendo la strada.

È genuino il suo non voler trovare scorciatoie per poter risolvere la questione e sicuramente indicatore di una lealtà che non sempre si trova al giorno d’oggi.

È importante far conoscere il caso alla Comunità italiana così come ai capoverdiani nel mondo. Ci possono essere idee e opinioni discordanti sull’ingenuità di come si possono essere trattati degli aspetti burocratici ma è una battaglia dove c’è bisogno di un sostegno unitario e non possiamo lasciare da solo un nostro compaesano, soprattutto noi, italo-capoverdiani.

Le virgolette del titolo su “italo-capoverdiano” è sicuramente una provocazione essendo che dovrebbe avere la doppia cittadinanza ed è quello che gli auguro di cuore.

È nata una campagna creata da lui stesso #IOSTOCONFAT dove si possono lasciare dei video o degli articoli a riguardo.

In generale, formare e informare, credo sia la cosa migliore per far si che questi, come altri aspetti burocratici a volte piuttosto paradossali, siano sfatati.

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Ricordiamo Fat Nigga come il cantante rapper che ha partecipato ad un incontro organizzato dai giovani capoverdiani in Italia “Filhos da da Diáspora” (Figli della Diaspora). Una giornata dove si parlava proprio dell’interdipendenza e della coscienza, è il caso di smuovere quest’ultima. Siamo sempre stati una comunità che è ben considerata dalla Stato italiano e nutre rispetto per questo paese e per altre culture.

Più associazioni, giovani e persone si sono attivate per Luca Neves. Non mollare Fat Nigga, nonostante ulteriori barriere e difficoltà che si potranno incontrare!

Se il 13 ottobre festeggiavamo un primo passo per quanto riguarda la riforma della legge sulla cittadinanza, è il caso ora, di continuare a insistere e persistere perché si applichi.

La questione della cittadinanza rimane un argomento ostico e desiderato anche per noi che l’abbiamo ottenuta. Ci sono reali disagi che spaziano dal sentirsi fuori luogo, criminali e né carne e né pesce.

A Capo Verde non veniamo visti come solo capoverdiani e in Italia spesso non ci considerano cittadini nazionali e allora, chi siamo? Credo che ognuno di noi sia una persona con valori, pregi e difetti come tutti e che, in più, abbiamo una forte ricchezza che è quella di amalgamare due culture che portiamo sempre con noi nei nostri passi e nelle nostre scelte come testimonianza. Apriamo le menti!

Come Luca ci sono davvero molti casi e bisognerebbe porre fine a tutto questo disagio. Amiamo la nostra Italia e per questo continuiamo a volerci vivere!

“Ba pa Frent!” – “Vai avanti!”

Ecco un assaggio di un pezzo musicale di Fat Nigga

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