5 cose da sapere su Capo Verde

 

L’arcipelago di Capo Verde è una perla nel cuore dell’Oceano Atlantico dalle spiagge cristalline ed una sabbia dalle mille sfumature. Situato a 500 km dalla omonima penisola sulla costa occidentale dell’Africa, consta di dieci isole di origine vulcanica, di cui Santiago è la capitale oltre che l’isola maggiore e più popolata.

Un tempo colonia portoghese (dal 1456 al 1975), Capo Verde da sempre ospita diverse culture in un’affascinante miscela che si riversa nelle sue tradizioni, nel suo stile, nel cibo e nell’architettura.

Ma passiamo direttamente ad alcune curiosità su queste isole, che possono interessare sia il turista che chi ne è originario.

  1. Capo Verde fa parte della Macaronesia

    La Macaronesia costituisce l’insieme di isole dell’Oceano Atlantico a largo delle coste africane, definite tali nella letteratura classica sia in ambito mitologico quanto in quello storico-geografico. Il nome deriva dal greco (makaron nêsoi) e significa “isole dei beati”.

    Queste isole, dette anche Isole Fortunate, rappresentavano un luogo idilliaco dal clima dolce e dalla vegetazione lussureggiante, dove gli dei concedevano agli eroi ed ai mortali di natura straordinaria di vivervi un’eterna vita felice.

    Oltre a Capo Verde, rientrano nella Macaronesia le Azzorre, le Canarie, Madeira, Isola di Porto Santo, Isole Desertas e Isole Selvagge.

    Immagine originaria prodotta da NASA/NOAA

     

  2. L’arcipelago fu scoperto da un Italiano

    Diverse incertezze albergano attorno alla scoperta di queste isole.

    Secondo alcune fonti fu Antonio da Noli, un navigatore italiano che operava al servizio del principe del Portogallo, Enrico il Navigatore, a scoprire alcune isole di Capo Verde assieme al fratello Bartolomeo e al nipote Raffaello; secondo altre fonti fu Alvise Da Mosto (“Ca’da Mosto”), altro esploratore italiano giuntovi assieme ad Antoniotto Usodimare casualmente per via di una tempesta.

    Di certo sta che la scoperta ebbe impronta italiana e che da quella ne beneficiò il Portogallo tramite la colonizzazione. Antonio da Noli (“Anton de Noli”), infatti, al suo rientro descrisse le isole scoperte come terre disabitate ma ricche di vegetazione.

    A seguito di un recente studio tenutosi a Noli nel settembre del 2010, dove si è tentato di ricostruire la biografia del navigatore “Anton de Noli”, si è giunti all’ufficializzazione della scoperta delle Isole di Capo Verde da parte di quest’ultimo.

  3. Un pizzico di Sahara nell’Isola di Boa Vista 

    L’isola di Boa Vista, una delle dieci isole che compongono l’arcipelago di Capo Verde, rappresenta una goccia di Sahara nell’Oceano Atlantico. Il deserto di Viana situato nella parte nord-occidentale dell’isola è caratterizzato da una sabbia chiarissima mescolata a qualche granello di terra nera e deriva dai venti oceanici che nel tempo hanno trasportato volumi di sabbia dal continente africano adagiandoli sull’isola sotto forma di vere e proprie dune.

    L’accostamento di questa sabbia alle rocce vulcaniche molto scure proprie dell’isola comportano un paesaggio costituito da un arcobaleno di colori.

    Dune del Deserto di Viana – fonte: boavistaofficial.com

     

  4. Cidade Velha (Isola di Santiago) è patrimonio UNESCO 

    Inizialmente chiamata “Ribeira Grande” dal suo scopritore (Antonio da Noli), Cidade Velha rappresentò un importantissimo punto strategico del triangolo commerciale dell’impero portoghese tra Africa, Brasile e Portogallo. Tant’è vero che diverse personalità importanti, quali Cristoforo Colombo e Vasco da Gama, vi fecero passaggio nella loro rotta verso l’America.

    Nonostante il tragico quadro riguardante la tratta di schiavi cui fece da teatro, questa zona portuale fu anche il centro dell’incontro fertile fra diverse culture e uomini, portando a quella miscela tra Africa ed Europa che rappresenta l’anima di Capo Verde.

    Nel 2009 Cidade Velha, in cui è possibile ammirare la più antica chiesa coloniale del mondo (Igreja Nossa Senhora do Rosàrio, realizzata nel 1495), è stato il primo sito di Capo Verde ad essere inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura).

    Fortezza Real de São Filipe

    Arco della Fortezza Real São Filipe – fonte: beta.networkcontacto.com

     

  5. La leggenda sul Dragoeiro, l’Albero del Drago 

    Il dragoeiro è una pianta endemica dell’arcipelago, che raggiunge fino ai 12 metri di altezza e può superare i 650 anni di età, ed è oggetto di diverse leggende: la storia sulla sua linfa, conosciuta come “sangue di drago” e considerata dotata di poteri curativi, è legata all’undicesima fatica di Ercole. Alla ricerca dei pomi delle Esperidi, Ercole uccise il Drago Ladone, il cui sangue sparso sul terreno diede origine a questa pianta miracolosa dai poteri curativi.

    Il liquido rosso che trasudava dalla sua corteccia era, infatti, anticamente utilizzato sia come farmaco che come tintura e veniva esportato da tutta la Macaronesia; l’isola di Sao Nicolau ne era la maggior produttrice.

    Ad oggi, il Dragoeiro risulta in pericolo di estinzione negli altri arcipelaghi della Macaronesia.

Dragoeiro – Immagine tratta da e-dition.net

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