Storia di Josè Miguel Ribeiro Monteiro su “Radici – l’altra faccia dell’immigrazione” Rai3

Lo scorso 06 novembre 2016 è andata in onda sul programma “Radici – l’altra faccia dell’immigrazione” una puntata sulla storia di Josè Miguel Ribeiro Monteiro, tornato all’isola di Fogo dopo 3 anni.

Per vedere il filmato clicca su:

http://www.radici.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-93c5c35e-9d0e-4049-aea6-9b838c846741.html

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http://www.raiplay.it/video/2016/10/Radici-laposaltra-faccia-dellaposimmigrazione—Capo-Verde-48779401-5aa0-48fa-8e9e-27c13b35305b.html

Josè ha 37 anni, vissuti intensamente. Quarto di otto figli, mamma casalinga e papà pescatore gli hanno garantito un’infanzia felice. Poi si sono lasciati e Miguel a dieci anni è diventato un uomo. Ha imparato a fare la guida turistica: portava i villeggianti sulla caldera del vulcano e a visitare Mosteiro, la più bella cittadina della sua isola: Fogo.

Josè però si è sempre impegnato molto anche sui libri, nello studio cercava il suo riscatto, tanto da vincere una borsa di studio che lo ha portato in Italia. Era così felice, che non ha chiesto nemmeno che cosa avrebbe dovuto studiare: solo quando è arrivato a Cuneo, ha scoperto che lo avevano destinato ad un Istituto alberghiero. Tre anni in uno, per finire prima e guadagnare subito qualcosa: la sua famiglia ne aveva molto bisogno. Josè negli ultimi 15 anni ha lavorato in diversi alberghi e ristoranti. Oggi si dedica alla cucina piemontese in un noto locale del centro di Torino. In Italia i capoverdiani sono poco meno di cinquemila, l’uno per cento degli abitanti dell’arcipelago.

Con Davide Demichelis, Josè torna dalla mamma in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno. Il viaggio prosegue alla scoperta del vulcano, delle spiagge, della panetteria più antica di Fogo e delle viti che crescono sulla lava, oltre che di alcuni villaggi caratteristici della zona. Si va dai rebelados, i ribelli, che non vogliono alcuna influenza straniera sulla cultura capoverdiana, a un piccolo centro sulle pendici del vulcano, dove tutte le famiglie contano almeno un emigrante.

 

Un ringraziamento va a Davide Demichelis e tutta la troupe di “Radici” per far vedere un’altra immagine di quello che è immigrazione,

i ragazzi di Mundokriol

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