Signori, stiamo strumentalizzando la riforma di legge Ius Soli temperato, informiamoci!

Da quel che vedo, leggo e sento in giro e nei mass media, credo che ci sia bisogno di ancor più informazione.

In questo momento tutta la questione che riguarda la riforma della legge “Ius Soli temperato e Ius culturae” è molto strumentalizzata, probabilmente per le prossime elezioni e per instillare ancora più paure ai cittadini.

Si confonde questa legge con le difficoltà che si hanno di accoglienza dei migranti o di sicurezza, sono cose a parte, che vanno sicuramente risolte ma non confuse con questo diritto.

Dati e informazioni alla mano allora!

Attualmente come si acquisisce la cittadinanza italiana?

  • Per nascita – straniero nato da almeno un genitore o nonno italiano, residente in Italia da 3 anni.

  • Per nascita sul territorio italiano – straniero nato in Italia al compimento dei 18 anni. (http://migrare.it/lo-ius-soli/) ?come, dove presentare la domanda e documenti richiesti.

  • Per adozione – minorenne adottato da cittadino italiano, maggiorenne che vive da almeno 5 anni in Italia.

  • Per Matrimonio con un cittadino italiano.

  • Per Residenza chi è cittadino dell’Unione Europea e vive in Italia da almeno 4 anni; chi non è cittadino dell’Unione Europea e vive in Italia continuativamente da almeno 10 anni.

  • Chi vive nello stato di apolide o di rifugiato politico e risiede in Italia da almeno 5 anni;

  • Chi ha prestato servizio per 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano (anche in territorio straniero);

Per tutti i cittadini stranieri che rientrano in una delle fattispecie indicate, è richiesto anche il possesso del requisito del reddito personale o del reddito familiare se appartenenti allo stesso nucleo familiare e allo stesso stato di famiglia. A tal riguardo, occorre precisare che la valutazione del reddito avviene non solo sulla base dello straniero richiedente, ma dell’intero suo nucleo familiare.

Dal 18 maggio 2015, la domanda per ottenere la cittadinanza italiana viene trasmessa telematicamente, cioè soltanto online. Sicuramente c’è una marca da bollo e un versamento di € 200,00 (“Cittadinanza – contributo di cui all’art. 1, comma 12, legge 15 luglio 2009, n. 94?). Nel sito del Ministero degli Affari Esteri riporta che dall’8 luglio 2014 il pagamento è di 300 euro: http://www.esteri.it/mae/it/italiani_nel_mondo/serviziconsolari/cittadinanza.html ?riporta informazioni riguardo anche la perdita della cittadinanza, i vari articoli di legge, la doppia cittadinanza, il Trattato di Osimo, ecc.

Secondo la Legge (D.P.R. n. 362/94), il termine massimo per la conclusione del procedimento relativo alla cittadinanza corrisponde a 730 giorni (cioè 2 anni). La domanda per ottenere la cittadinanza italiana si perde spesso tra le carte e sugli scaffali degli uffici amministrativi e i tempi medi di attesa per l’istanza dello straniero sono di circa 5 anni.

Ora, se leggiamo i siti di seguito riportati, possiamo notare come alcuni articoli (del 2016-2017) siano discordanti tra loro per le informazioni che riportano; questo è un problema che si trova anche in alcuni uffici pubblici comunali che riportano informazioni discordanti su modalità, requisiti e documenti da presentare.

Siamo a conoscenza di molti casi che hanno pregiudicato l’esistenza di cittadini nati e cresciuti qui, che hanno attualmente oltre 30 anni (non essendogli stata concessa la cittadinanza al raggiungimento del 18° anno di età, ad esempio, non hanno potuto partecipare ai concorsi di quei tempi). Tutto ciò causa ignoranza sull’argomento e sappiamo bene che “la legge non ammette ignoranza”.

La mia insegnante delle elementari ci ha insegnato che è fondamentale sapere sempre l’autenticità delle fonti.

http://permessodisoggiorno.org/come-richiedere-la-cittadinanza-italiana-quali-sono-i-requisiti/

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?lastmenu=49336

https://www.leggioggi.it/2016/08/02/cittadinanza-italiana-come-ottenerla-requisiti-e-documenti/

http://sportelloimmigrazione.it/richiedi-documenti/richiesta-cittadinanza-italiana.html

Se andiamo più nello specifico, sulla legge attualmente in vigore per chi nasce in Italia vediamo che: al compimento dei 18 anni, il cittadino extracomunitario, nato in Italia e sempre regolarmente residente, può chiedere di ottenere la cittadinanza italiana, presentandosi all’ufficiale di Stato Civile, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età.
La richiesta può essere presentata, quindi, nel periodo tra i 18 e i 19 anni (se lo presenta successivamente, come è successo a molti, diventa una richiesta che si protrae per anni e non sempre viene accettata). Spesso accade che i genitori non hanno provveduto ad iscrivere all’anagrafe i figli nati in Italia oppure hanno chiesto in ritardo l’inserimento nel proprio permesso di soggiorno, in tali casi, verrebbe a mancare il requisito della residenza legale ininterrotta dalla nascita al compimento della maggiore età, pregiudicando il diritto alla presentazione della domanda. Questo è solo uno dei tanti esempi che ci sono stati e ci sono. Ricordo che negli anni ’70-’80 ad esempio, per gli stranieri non era obbligatorio avere la residenza in Italia.

Al di là della riforma, riflettiamo che è una questione identitaria, che tutti noi ci siamo ritrovati a vivere prima o poi; con il rischio di un mancato riconoscimento c’è anche chi non ha riconosciuto la cultura di origine del proprio genitore, rifiutandosi di imparare la lingua ad esempio. I ragazzi si trovano divisi, quando in realtà per molti, è come chiedere se si vuole più bene alla mamma o al papà: sapreste rispondere?

In realtà, appartenere a più culture, è un valore aggiunto alla persona che viviamo tutti! Pensate che bello tutti i ragazzi fuori sede che portano le loro origini sicule, calabresi, venete, piemontesi, ecc. ad es. a Roma? È una ricchezza!

In più stiamo parlando di una nazione che da secoli è mista, con fisionomie e caratteristiche differenti: occhi chiari e scuri, capelli ricci e lisci, sopracciglia marcate o delicate e via dicendo; se ci fate caso è una caratteristica solo di quei popoli che si sono amalgamati nel tempo.

Se guardiamo la nostra vita avremmo almeno uno dei seguenti casi:

  • una signora collaboratrice domestica che ha imparato a cucinare i nostri piatti, che pulisce la casa, fa la tata o cura i nostri anziani.

  • Un compagno di classe, catechismo o sport che ha una fisionomia un po’ diversa ma che parla un dialetto italiano da 110 e lode.

  • Un collega di lavoro laureato e con una buona dizione ma che in apparenza fisica potrebbe essere confuso per uno straniero.

  • Un amico di fiducia a cui diciamo “per te è diverso, tu sei italiano a tutti gli effetti, sei nato qui o sei cresciuto con noi” e sono questi i casi riportati nella nuova legge “Ius soli temperato, ius culturae”.

Di seguito il sito del Ministero dell’Interno e alcune novità di questi ultimi mesi:

https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/Ministero/Index2

http://www.interno.gov.it/it/temi/cittadinanza-e-altri-diritti-civili/cittadinanza/cittadinanza-invia-tua-domanda

Infine, per quanto riguarda il nuovo testo di legge?

In questo articolo ecco i requisiti in breve: http://mundokriol.net/2017/10/ius-soli-temperato-e-ius-culturae-in-breve-i-requisiti/

In dettaglio sul sito della Camera: http://www.camera.it/leg17/465?tema=integrazione_cittadinanza Come potete notare non si darà la cittadinanza a tutti, bisogna avere dei requisiti importanti e non sono incluse persone con provvedimenti penali o con bocciature scolastiche.

A prescindere dal partito di appartenenza, mi auguro che saremo in tanti alla manifestazione del 13 ottobre 2017 alle 16:30 in piazza Montecitorio a Roma e, per chi non potrà esserci per lavoro e impegni personali, che dia un segnale e continui a spiegare. Stiamo parlando di un semplice diritto.

Grazie di cuore se avete speso del tempo per leggere e informarsi

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